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IL COMUNE
Sovicille si trova a circa 10 km. ad ovest di Siena, sulla direttrice che porta a Massa Marittima e Follonica.
Il territorio del Comune oscilla tra i 200 e i 618 metri d’altitudine, con una superficie totale di 14.376 ettari, ed è uno dei più estesi tra i 36 comuni della Provincia.
Le frazioni più popolose del Comune sono San Rocco a Pilli e Rosia.

| Cenni storici |
Il territorio comunale di Sovicille si estende dalla Montagnola Senese alla Valle del fiume Merse. Il paesaggio è assai vario: boscoso nelle zone collinari che si susseguono dal Poggio di Siena Vecchia al Poggio la Torretta, densamente coltivato nelle zone pianeggianti tra Ampugnano ed Orgia.
La zona vanta antichi insediamenti umani, provati da reperti preistorici: età della pietra a Personata, nella Piana dello Spino e a Brenna; età del bronzo a Cetinale, a Partena, al Poggio di Siena Vecchia e a Montarrenti; età del ferro a Cetinale, nei dintorni di Rosia, e ancora nel Poggio di Siena Vecchia. Molteplici sono i ritrovamenti di insediamenti etruschi: La Valle del Luco, Poggio alla Piana, Ancaiano, Cetinale, Partena e Toiano. Testimonianze di epoca romana si trovano a Stigliano, Rosia, Palazzone, Caggio di San Rocco a Pilli, Poggio Luco vicino a Malignano, Barontoli, Simignano, Toiano e Sovicille. Tracce di insediamenti Bizantini e Longobardi sono a Filetta, Caggio di Sovicille e Orgia.
Tra il XII e il XIII secolo furono edificate varie chiese e, in seguito alla formazione dei Comuni (Siena 1130), rimasero alla Diocesi di Volterra le Pievi di Pernina, di Molli, di S.Giusto a Balli e la canonica di Trecciano.
Andarono a far parte della Diocesi di Siena le Pievi di San Lorenzo Martire, situata all’interno del vecchio castello, la Pieve di S.Maria del Ponte allo Spino, quella di Rosia e di Recenza.
Nello stesso periodo furono costruite case torri (Palazzone di Sovicille e Palazzaccio di Toiano); castelli (Celsa, Montarrenti, Cerreto Selva e Palazzo al Piano “Balbiano”); gualchiere e molini (Molino del Pero a Brenna, Molino del Palazzo, il Mulinello di Torri).
Il comune di Sovicille vanta, in Toscana, il numero più elevato di borghi medievali (circa 55) di cui alcuni scomparsi, altri ridotti a case coloniche, altri ancora conservati fino ad oggi senza rimaneggiamenti (il Palazzaccio di Toiano ne è un tipico esempio). Sono di notevole suggestione, perché rimasti immutati nel tempo, piccoli borghi come Tonni, Toiano e Tegoia, dove il tempo sembra essersi fermato.
Alla fine del XV secolo, nacque ad Ancaiano uno dei maggiori pittori ed architetti del rinascimento italiano, Baldassarre Tommaso Peruzzi, il cui operato è ben visibile nel territorio comunale.
Nel periodo di crisi dovuto alla caduta della Repubblica Senese (1555), si verificò una stasi nello sviluppo economico, artistico ed architettonico che si protrasse fino alla metà del ‘600.
Risalgono alla fine del XVII secolo la chiesa di Ancaiano e la Villa di Cetinale, successivamente furono costruite altre ville: a Toiano, a Sovicille, a San Rocco a Pilli e ad Ucciano.
Subito dopo l’Unità d’Italia, con il contributo dello Stato, furono eseguite importanti opere di restauro e conservazione di molti borghi del Comune, che hanno permesso di farli arrivare fino ai nostri giorni.
| Cenni geomorfologici |
Il suolo della Montagnola è costituito da formazioni calcaree, da marmi (rocce metamorfiche con strutture cristalline a grana più o meno fine), e da sedimenti continentali del Mio-cene (da 20 a 5 milioni di anni fa).
In queste zone è possibile trovare sul terreno cristalli di quarzo, valentinite, ematite, pirite, calcite, zolfo e antimonite.
Alla base delle colline è da notare il colore rosso intenso del terreno dovuto alla presenza di ferro e bau-xite, minerali usati dalle antiche popolazioni per foggiare brocche da acqua. Se si ha pazienza e fortuna, in queste terre si possono raccogliere i cristalli sfusi di quarzo affumicato. Nei pressi di S.Rocco a Pilli troviamo sedimenti marini del Pliocene (da 5 a 2 milioni di anni fa), ed è facile reperire sul terreno fossili di tale periodo. Nella zona tra Torri ed Orgia le formazioni di roccia se-dimentaria rossastra e verdastra (verrucano) risalgono all’era Paleozoica (circa 270 milioni di anni fa). La natura prevalentemente calcarea della Montagnola ha favorito i fenomeni carsici, con le classiche brecce che si trovano nella zona di Cerreto a Merse. Nel territorio comunale esiste un importante bacino acquifero nella piana di Rosia, che assicura rifornimento idrico a tutta la popolazione locale e alla città di Siena. L’acqua si trova nella piana del Luco ad una profondità di circa 100 metri.
E’ possibile attingere anche alle numerose sorgenti che si trovano sparse lungo le pendici della Montagnola, certi di bere acqua eccellente per il bassissimo grado di durezza, che nei secoli passati veniva imbottigliata e venduta nelle “spezierie” senesi.
| Il Clima |
Il clima del territorio è temperato con estati caldo-umide. Le temperature maggiori si raggiungono nel mese di agosto con una media di circa 22°/23°. Gli inverni sono fresco-umidi con temperature minime di circa 3°/4°. Le piogge nel periodo estivo sono sporadiche e sotto forma di rovesci temporaleschi, mentre nel periodo invernale sono più frequenti fino ad arrivare ad una quantità di circa 1000 millimetri.
| Flora |
La parte più elevata delle colline è ricoperta da selve di macchia mediterranea, lecci, cerri, castagni, polloni, carpini, querci, cipressi, pini, faggi (pochi esemplari), ginepri, aceri, roveri e roverelle che danno macchie di colore intenso e vario secondo le stagioni.
Il sottobosco è ricco di pungitopo, rovi, lappole, asparagina, felci, agazzino, agrifoglio e vitalbe….
Nel periodo autunnale è festa grande per gli animali selvatici che possono trovare i boschi ricchi di funghi, castagne, nespole, sorbe, nocciole, corbezzoli, more e fragole.
La primavera ci fa ammirare numerose varietà di fiori: profumatissime viole, luminose primule e vari tipi di ginestre, corniolo, viburno, sambuco, pervinche, anemoni, brugo, ciclamini e biancospini.
Le zone pianeggianti sono coltivate a granaglie e foraggi vari, quelle in pendio a viti ed olivi.
Lungo i torrenti è possibile ammirare anche il colore argenteo dei pioppi neri e tremuli.
| Fauna |
Passeggiando tra i boschi della Montagnola e osservando con attenzione, è facile trovare tracce come orme, frutti rosicchiati, peli, penne ed escrementi lasciati da qualche esemplare di lupo, da cinghiali, caprioli, daini, volpi, tassi, donnole, puzzole, faine, istrici, ricci, scoiattoli e ghiri.
Le aree pianeggianti sono abitate da selvaggina stanziale: lepri, fagiani e gallinelle, mentre lungo i corsi d’acqua è possibile incontrare colonie di nutrie.
Numerose specie di uccelli migratori, tra cui allodole, fringuelli, beccacce, rondini, balestrucci, garzette, aironi e colombi amano sostare e nidificare in queste zone.
Merli, passeri, pettirossi, cardellini, capinere, usignoli, gazze, ghiandaie e cornacchie hanno qui il loro habitat ideale.
Si possono osservare anche falchi e poiane che volano in alto scrutando il terreno in cerca di prede.
Pro Loco di Sovicille P.I./C.F. 92033570521
Via Roma, 27
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